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Daisy

Ciao!

Mi chiamo Daisy e quando non fotografo, scrivo storie di viaggio e design.

Ballo lindy hop, amo i posti instagrammabili dove fare colazione e non posso far a meno dell’ironia. Adoro scoprire la mia città, Torino.

A tiny travel story è proprio questo: una raccolta di tutto quello che mi piace di più.

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Destinazione d’autunno: un weekend nel Monferrat Destinazione d’autunno: un weekend nel Monferrato casalese tra borghi, infernot, cave e colline di vigneti.

📍 Ozzano Monferrato, con il borgo che sale verso il castello e la chiesa di San Salvatore, affiancata dal campanile costruito sulla parete tufacea della collina.

📍 Cella Monte, dove la Pietra da Cantoni, l’arenaria chiara estratta per secoli nella zona, caratterizza facciate, muri e cantine, oltre agli infernot scavati nel sottosuolo.

📍 Ottiglio, con la chiesa di San Germano affacciata sulle colline e il centro storico che si sviluppa lungo il pendio fino al castello.

📍 Moleto, minuscola frazione con la chiesetta romanica di San Michele, smontata e ricostruita perché minacciata dall’avanzare delle cave di Pietra da Cantoni, oggi sul prato panoramico del @barchiuso.moleto.

📍 Rosignano Monferrato, noto per i suoi infernot, spazi sotterranei scavati sotto case e cantine e un tempo usati per conservare vino e alimenti grazie alla temperatura stabile. Per pranzo, da segnare: @casacassano.

📍 Cereseto, con il suo castello dall’aspetto medievale, costruito all’inizio del Novecento per l’imprenditore e collezionista Riccardo Gualino e ispirato all’architettura piemontese del Quattrocento.

📍 Grazzano Badoglio, sormontato dalla chiesa dei Santi Vittore e Corona, abbazia fondata nel X secolo da Aleramo, capostipite dei marchesi del Monferrato. Qui ho dormito da @lilelo.it, base del weekend.

📍 Casale Monferrato, ultima tappa, con Piazza Mazzini, la Torre Civica, il Duomo di Sant’Evasio e Palazzo Gozzani di Treville, riconoscibile per la facciata concava che segue la curva di via Mameli. Prima di ripartire, sosta da @krumirirossiportinaro_casale.
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#monferrato #cellamonte #mytinystories #girapiemonte #rosignanomonferrato
Accolta dai gatti Uva e Betta, lo scorso weekend s Accolta dai gatti Uva e Betta, lo scorso weekend sono stata da @lilelo.it, a Grazzano Badoglio, nel Monferrato, all’inizio di uno dei periodi più belli dell’anno, quando vigne e boschi iniziano a cambiare colore.

È qui che Claudia e Marco hanno immaginato LiLeLo – Little Leisure Lodge: tre lodge progettati a partire dalla forma più semplice della capanna, con il tetto a V rovesciata che richiama i covoni di paglia della tradizione contadina.

Le strutture sono sollevate da terra per adattarsi alla pendenza del terreno e orientate verso i filari e le colline. Le grandi vetrate aprono gli interni verso l’esterno, mentre i lucernari e le listellature in legno permettono di modulare la luce e schermare gli spazi, in una sorta di “paesaggio preso in prestito”, in cui l’architettura diventa parte di ciò che ha intorno.

I tre lodge prendono il nome proprio dagli elementi che li circondano: Vigna guarda verso i filari, Rosmarino è circondato dalle sue piante e Quercia, dove ho dormito io, si trova vicino a una grande quercia protetta da un muro a secco.
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#mytinystories #LiLeLo #ecoglamping #girapiemonte #ecodesign
Case senza angoli, fatte di bolle, cupole e oblò Case senza angoli, fatte di bolle, cupole e oblò affacciati sul Mediterraneo.

Sono le architetture di Antti Lovag, protagonista dell’architettura organica del Novecento, che preferiva definirsi habitologue, “studioso dell’abitare”: più che progettare edifici, voleva creare spazi costruiti intorno alle esigenze di chi li abitava. Per lui il cerchio seguiva più naturalmente i movimenti del corpo, mentre angoli e linee rette erano quasi un’imposizione.

A Théoule-sur-Mer ho visitato la Maison Bernard, costruita nei primi anni Settanta per l’industriale Pierre Bernard. Qui non ci sono praticamente linee rette: gli ambienti si susseguono attraverso forme sferiche, passaggi curvi e grandi aperture circolari pensate per incorniciare il mare e il paesaggio.

Lovag lavorava in modo poco convenzionale: viveva direttamente in cantiere e progettava dall’interno verso l’esterno, adattando la casa al terreno e a chi avrebbe dovuto viverla. I disegni servivano quasi solo per i permessi: la casa prendeva forma sul posto, a partire da una struttura metallica poi ricoperta di cemento.

La Maison Bernard si trova a Port-La-Galère, complesso residenziale nato alla fine degli anni Sessanta da un progetto di Jacques Couëlle e tra i luoghi simbolo dell’architettura organica della Costa Azzurra. Lovag aveva collaborato proprio a quel cantiere, prima di ricevere, pochi anni dopo e nello stesso luogo, l’incarico per la Maison Bernard.

Lo stesso linguaggio si ritrova nella Maison Gaudet, la prima delle sue grandi case-bolla, avviata nel 1969, e nel Palais Bulles, poco distante dalla Maison Bernard, iniziato alla fine degli anni Settanta per Pierre Bernard e poi acquistato da Pierre Cardin nel 1992. Qui la ricerca sulle maisons bulles raggiunge una scala ancora più spettacolare, tra cellule sferiche, terrazze, piscine e grandi aperture circolari sul Mediterraneo. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, Lovag realizzerà anche la Villa Roux, vicino a Lione, una delle sue ultime maisons bulles.
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#maisonbernard #palaisbulles #mytinystories #architetturaorganica #maisonbulle
Casa Lajolo, a Piossasco, è una dimora di campagn Casa Lajolo, a Piossasco, è una dimora di campagna di metà Settecento, ancora oggi legata alla famiglia Lajolo di Cossano, che ne è proprietaria dal 1851.

Il nome della famiglia ritorna anche nello stemma sopra il portone d’ingresso, dove compaiono sei ramarri: Lajeul, in piemontese, significa infatti proprio “ramarro”. E sempre alla storia familiare è legato il grande pino accanto alla villa, nato da un pinolo raccolto a Villa Borghese nel 1917 dallo zio Carlo, in occasione della nascita della contessa Augusta Lajolo di Cossano.

Il giardino si sviluppa su più livelli: accanto alla parte formale all’italiana, una grande parete di tassi nasconde il boschetto, concepito come giardino all’inglese, più ombroso e raccolto. 

Più in basso si trova invece l’orto-giardino racchiuso dalle mura. Qui convivono ortaggi, fiori edibili, alberi da frutto e vigne, in uno spazio che mantiene la funzione produttiva dell’orto ma riprende nelle geometrie il disegno del giardino all’italiana.
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#igerspiemonte #igerstorino #casalajolo #fai
In Tanzania ho imparato qualche parola in swahili. In Tanzania ho imparato qualche parola in swahili.

Alcune durante i safari, altre ascoltando le persone incontrate in viaggio.
In realtà, qualcuna la conoscevo già senza saperlo: diverse parole rese famose da Il Re Leone vengono proprio dallo swahili. Una è proprio l’ultima del carosello.
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#hakunamatata #mytinystories #tanzania #fujifollowme #swahili
A Piobesi d’Alba si trova una delle realtà stor A Piobesi d’Alba si trova una delle realtà storiche della distillazione piemontese: la @distilleriasibona, titolare dell’antica Licenza di Distillazione n. 1.

Ho avuto modo di visitarla in anteprima, in vista delle prossime aperture al pubblico del 26 settembre, 17 ottobre e 14 novembre, curate da @somewheretour e con degustazione finale in distilleria. 

La visita permette di seguire il percorso della grappa fin dall’inizio, dalle vinacce dei vitigni piemontesi alla distillazione negli alambicchi. Il distillato viene poi lasciato riposare in acciaio e, per le grappe destinate all’invecchiamento, il percorso continua nelle botti di rovere.

È proprio la parte dedicata all’affinamento quella più interessante. Sibona è stata tra le realtà che hanno sperimentato in maniera innovativa un ulteriore passaggio della grappa in botti già utilizzate per altri vini o distillati: nelle cantine si trovano così botti che hanno contenuto Porto, Madeira, Sherry, Rum, Tennessee Whiskey e Sauternes, capaci di conferire caratteristiche diverse alle varie Riserve.

Per noi l’anteprima si è conclusa poi al @castellodimonticellodalba, con una degustazione di alcune delle produzioni Sibona: grappe monovitigno e riserva, amari e Vermouth di Torino. 
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#mytinystories #girapiemonte #igerspiemonte #distilleriasibona #somewheretour
Oggi ho realizzato un sogno: volare in mongolfiera Oggi ho realizzato un sogno: volare in mongolfiera. Sorvolare il Serengeti alle prime luci dell’alba è stata un’esperienza indimenticabile.

Siamo decollati al sorgere del sole, quando l’aria è più fresca e stabile e la savana inizia a illuminarsi. Seguendo il corso del fiume Mara, quasi sfiorando il terreno, abbiamo osservato gli animali che lo abitano e il paesaggio trasformarsi lungo le sue sponde.

Poi ci siamo alzati in alta quota, dove il Serengeti appare ancora più vasto, offrendo una prospettiva completamente diversa da quella del safari in jeep.
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#mytinystories #serengeti #serengetinationalpark #tanzania #hotairbaloon
Secondo safari in Tanzania, nella Ngorongoro Conse Secondo safari in Tanzania, nella Ngorongoro Conservation Area.

Il cuore dell’area è il cratere di Ngorongoro, la più grande caldera vulcanica intatta al mondo, con un diametro di circa 20 chilometri e pareti che arrivano a 600 metri d’altezza, formatasi milioni di anni fa, quando un enorme vulcano collassò su se stesso. 

La sua forma spiega anche uno dei significati attribuiti al nome: in lingua maasai deriva da un’espressione che significa “grande ciotola”. Ed è esattamente l’impressione che si ha dall’alto, prima di scendere sul fondo della caldera. 

All’interno convivono praterie, zone paludose, boschi e laghi, in uno spazio relativamente piccolo che ospita una concentrazione straordinaria di animali durante tutto l’anno. La Ngorongoro Conservation Area è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979. 
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#ngorongoro #mytinystories #ngorongoronationalpark #tanzania #ngorongorocrater
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